
E i genitori?
14 Maggio 2008Oggi i giornali ci hanno riportato la morte assurda di due ragazze.
La prima, Lorena ammazzata da uno pseudo-fidanzato e dai suoi soci con cui pare avesse una relazione quadrilaterale non ben chiara. Pare che sospettasse di essere incinta e che non sapesse chi era il padre. 14 anni.
Io a 14 anni avevo appena messo via le Barbie e sorridevo al pensiero (_pensiero_) dei primi bacetti.
La seconda, la sedicenne di Firenze cui sono bastati 12 giorni senza insulina per morire.
In tutto questo io mi chiedo: ma i genitori?
Possibile che i genitori di Lorena non le abbiano insegnato a stare attenta ai “maschietti” che ti possono far male? che c’è della gente che per strada non ci pensa due volte a saltarti addosso? non le hanno spiegato che se fai certe cose almeno devi prenderti 5 minuti per occuparti delle “precauzioni”?
Mio papà, a tutt’oggi, non mi fa uscire di casa se prima non mi ha lanciato dietro almeno un “stai attenta!”. La sera poi non ne parliamo! Io non ho l’autorizzazione ad uscire con la _mia_ macchina la sera se sono da sola. Solo accompagnata! E sinceramente, con tutto quello che c’è in giro, lo trovo scomodo e snervante, ma son più tranquilla così!
E i tre “machi”? con quale metodo educativo possono essere cresciuti questi tre? se poi si scroprisse che lei non era esattamente consenziente…
E sui signori di Firenze che posso dire? cosa credevano di fare? di giocare alla roulette con la vita di loro figlia inventando terapie? ma come ti viene in mente di togliere l’insulina ad un diabetico?!?
Io se potessi denuncerei loro per la morte di quella povera ragazza! e se ci fosse ancora gliela leverei!
Io ho più dubbi sui genitori del giorno d’oggi, altro che sui ragazzi…



per me son due casi differenti.
nel primo caso scusate ma non penso di essere l’unica a credere che lei sia stata una *****..qui ci stà benissimo che passi in secondo piano davanti a quello che le è stato fatto però non va sottovalutato..’azz 14 anni!cioè è assurdo. comunque dal mio punto di vista i genitori possono avere parte della colpa si e no.
alle volte un genitore fa di tutto per crescere un figlio come si dovrebbe ma basta una compagnia sbagliata -ed è facile trovarla- e tutto salta.
per l’altro non saprei, forse i genitori speravano davvero e ci credevano -cosa assurda lo so- ad una guarigione della figlia
di fronte ad una malattia del genere a quell’età è difficile vedere tutto in positivo purtroppo
Elis ma quante volte si vedono i genitori che difendono a spada tratta i figli disgraziati? Anche il padre di Lorena continua a dire che no, sua figlia, non può essere….
leviamoci le fette di salame dagli occhi per favore.
è difficile esprimersi su una cosa del genere.
non lo so. concordo, troppi genitori difendono i figli disgraziati ma perchè forse un genitore non vorrebbe mai credere che suo figlio abbia potuto fare una cosa del genere!e chissà quanti rimorsi potrà avere adesso, si..forse doveva aprire prima gli occhi ma non è facile stare dietro ad una ragazzina di 14 anni
Io ho sempre avuto un sacco di libertà, uscire, vagare, fare quello che mi pareva.
Il problema a mio avviso non è tanto che i genitori non parlano delle precauzioni con i figli e via dicendo.
Non ho mai parlato molto di sesso con i miei genitori e non sono stati loro i primi a spiegarmi il ruolo dei contraccetivi etc.
Il fatto è che quendo avevo 14 anni io avevo più rispetto. Si si potevo fare quello che volevo (+ o -), discutevo quando mi si negava qualcosa, ma poi, quando ero in giro con gli amici e mi si presentavano “certe occasioni”, venivo “fermata” dal rispetto che nutro per i miei genitori.
Adesso quasi tutti se ne fregano, non hanno rispetto di nulla, corrono senza freni.
Del resto se cresci vedendo Reality o cartoni animati, nei quali il messaggio più profondo è “Se cucchi tutti sei la più figa”…
Credo che il problema di fondo sia l’avere o meno una personalità o abbastanza stima e rispetto di sè (=attributi) per dire di no quando si deve e/o quando non si è sicuri di qualcosa.
A 14 anni credo siano davvero pochi (o minoritari) i ragazzi/ragazze in grado di dire no agli amici semplicemente perchè a quell’età normalmente non si è abbastanza maturi.
Concordo sul fatto che i genitori concorrano a formare la personalità/educazione dei figli ma alla fine siano questi ultimi a decidere per sè e quando i genitori non ci sono/vedono…
Ciao.
PS: avere un figlio “disgraziato” rovina lo status quo. Tanta gente ragiona in base a quello che potrebbe dire la gente, non in base a quello che serve veramente ai loro figli. Pensate che stiano difendendo veramente i figli disgraziati o solo - egoisticamente - loro stessi? (”no, non sono un genitore fallito!” )
@Chobin: il tuo rispetto nasce sicuramente dal tipo di educazione che hai ricevuto.
Anche io tante volte ho raccontato balle ai miei genitori per fare quello che volevo, ma c’erano dei paletti fissati dal buonsenso. E il buonsenso non è che me lo son fatta da sola!
@Bau: quindi di fondo sono tutti decerebrati che non sanno decidere se fare una cosa o no?
1° Caso: i genitori se ne fregavano evidentemente
2° Caso: propenderei per genitori ignoranti e creduloni
Accidenti, non puoi uscire in auto da sola? Ma dove vivi?
Qui le ragazze vanno in giro anche di notte. Magari non in proprio tutta tutta Vienna ma nella mia zona sicuramente. 
@Grissino: vivo nel civilizzatissimo nord Italia.
anch’io ho molti dubbi sui genitori di oggi, troppo presi per pensare ai figli!
@Bau: non esattamente così.
Non penso che tutti i ragazzini di oggi (o anche solo la maggior parte) siano deboli e facilmente raggirabili. Noto però che non esiste più quella specie di “cultura del no” dei nostri padri (dei padri) che restringendo tutto (anche per ragioni economiche) impediva di fatto di farsi troppo male.
Per quel che vedo, i ragazzini di oggi semplicemente mancano di quelle informazioni utili (a volte per colpa di loro stessi che le rifiutano e non dei genitori, … ) per sviluppare quello che tu chiami “buon senso”.
@Bau: anche i soldi però..
io prendevo 20mila lire alla settimana, e farsele bastare! (i miei coetanei allora ne prendevano 50)
quanti soldi prendono i ragazzini ora?
Io sono senza parole quando penso a come sono cresciuto io e come vedo crescere i ragazzi ora. Anche con gente di pochi anni più giovane di me non riesco a riconoscermi e sono fiero del fatto.
Ho fatto pure io tempo fà una discussione simile sul mio blog. Leggetela se vi và
http://innolandpuntoit.wordpress.com/2007/10/17/riflessione-cara-bambina-che-passeggi-per-la-strada/
Anch’io 20 mila lire a settimana, ovviamente finivano molto presto, bastava andare al cinema e poco altro.
Vero che serve il buonsenso, e serve anche il rispetto.
Ovvio che tutti sanno cosa è giusto o sbagliato, o per lo meno si spera, se non te lo dicono i genitori, c’è sempre qualcuno pronto a fartelo notare.
A 14 anni tu però, ti senti onnipotente.
Esisti solo tu.
In effetti Rispetto e buonsenso avevano anche un altro ottimo alleato che se non ricordo male si chiamava “timore delle conseguenze” ed aveva un peso molto importante nelle scelte che si facevano fuori casa.
a parte che secondo me queste cose sono sempre successe non è tanto questione di “ora o ai miei tempi” -.-
con una piccola differenza, oggi si pubblicizzano troppo
@Chobin: due sberle se facevo qualche cazzata non me le ha mai tolte nessuno.
@Elis: sei sicura? io non credo che si arrivasse a questi eccessi con questa frequenza.
Già, ma ora se dai due sberle a tuo figlio rischi di venire denunciata.
@elis: non ne sono molto convinta, nel senso, ovviamente c’era chi esagerava, ma i più non lo facevano e soprattutto i “grandi” ovvero quelli che avevano circa 18 anni quando tu ne avevi 14 difficilmente ti esortavano a fare imprudenze, anzi spesso ti frenavano.
Almeno per me è stato così. Forse anche loro temevano le conseguenze.
Del resto non non siamo cresciuti con il grande fratello, ma con La casa nella Prateria (insomma forse ho esagerato, ma il senso si dovrebbe capire).
Ora mandano anche allegramente a quel paese i genitori etc. probabilmente se all’epoca io avessi detto qualcosa del genere a uno dei miei genitori, ora farei ancora il poster su qualche muro della casa.
eh allora si arriva sempre al solito discorso, è colpa dei media e balle varie..
credo che abbiate ragione.
nel giro di pochissimo la società è cambiata non dico radicalmente ma quasi.
è in continua evoluzione e visto come si muovono le cose è abbastanza preoccupante.cioè provate a pensarci, grandi linee volendo generalizzare, è un discorso del genere, quelli che prendevano le sberle dai loro genitori sono poi stati quelli che hanno deciso che dare due sberle al figlio era un “reato” non oso immaginare il passo successivo o.0
@Chobin: un tatuaggio da 5 dita minimo! XD
@Elis: poi c’è sempre da distringuere due sberle “correttive” e due sberle “perché sì”.
Quante volte poi i media riportano il fatto e non la punizione, così sembra sempre che non vengano puniti e uno pensa che può fare le str****te e passarla liscia.
ah beh si, ci sono sberle e sberle..
e il grande errore dei media è proprio quello, non c’è una volta che riportino la notizia come si dovrebbe.
riportano solo la parte che “fa notizia”
Io ho preso solo una sberla da mio padre.
Sono convinto che due o tre in più non mi avrebbero fatto poi così male.
L’importante è non esagerare: la violenza non deve essere un metodo, ma solo un caso estremo.
Per il resto… è vero, i genitori di oggi sono “meno genitori” dei nostri, ma come fargliene una colpa?
Sono i primi frutti della società moderna, tutta tesa al look anche se non si arriva a fine mese.
Chi ha il tempo di curarsi dei propri figli come si deve?
A chi viene in mente che è __biologicamente__ naturale fare sesso a 14-15-16 anni (c’è chi ci arriva prima, chi dopo) e che forse bisogna inziare a parlarne presto? Dovrebbe esserci la scuola, ma…
Il problema non è uno. Sono tanti. Tutti insieme.
Anche io penso di aver ricevuto 2-3 sberle dai miei in tutta la mia vita e quando proprio me la sono cercata. Col senno di poi quelle sberle le classificherei come toccasana e non come violenza…
C’è un fatto che però non va trascurato secondo me: sono straconvinto che certe cose succedevano anche “una volta” però non avevano la grancassa della TV a suggellare le imprese di questo o di quel “branco” (per dirla alla Studio Aperto).
Vorrei sottolineare che omicidi, stupri, pirati della strada, … ci sono sempre stati e sempre ci saranno, purtroppo, solo che ora a seconda delle necessità (chi ha detto “elezioni”, “audience”?) ci vengono morbosamente descritti nei particolari.
Con questo non intendo minimizzare quanto avviene. Voglio evidenziare semplicemente come il modo con cui si presenta una notizia possa influire quanto e più della sostanza della notizia stessa.
Poi è vero, “la società è malata”, “non ci sono più i genitori di una volta”, “crisi di valori”, yadda yadda yadda…
Quello che mi fa ridere seriamente è il modo con cui _certi_ giornalisti catalogano/dipingono le situazioni con giovani che commettono qualche reato, anche grave: si va dal genericissimo “ragazzata” per descrivere il reato (come se uno stupro o tirare i sassi dal cavalcavia potessero essere considerati tali, sigh) fino a “fenomeni di bullismo” o “effetto di emarginazione”, “degrado” (sentito anche questo), noia…
Bah… Sempre più felice di aver spento quel catorcio catodico (mi tocca sorbirmi i TG a tavola e stop, per fortuna)…